Buongiorno Dott. Cavagna, la ringrazio per i video che pubblica molto interessanti, pratici e permettono un ulteriore approfondimento alle proprie conoscenze. Oltre ad essere una pedagogista, sono una grafologa, da sempre interessata al sociale, mi piace o meglio dire mi piacerebbe diffondere lo strumento grafologico tra i professionisti del sociale, farlo conoscere, evidenziandone le potenzialità, soprattutto nell'area del benessere. Quindi mi interessava sapere se all'interno di equipe lo utilizza, lo ritiene uno strumento valido nel percorso pedagogico? Grazie per l'attenzione. Giliola Moretti

Buongiorno Gigliola Grazie mille per aver visionato i miei contenuti. Suddividerò la risposta in due sezioni, la prima più tecnica, la seconda personale. Mi sono spesso domandato se sia possibile considerare la grafologia una scienza od una pseudoscienza. Penso sia interessante dedicare qualche riga alla tematica. La calligrafia è considerata una forma di comportamento espressivo, come il disegnare, il muoversi, le espressioni mimiche, e in quanto tale ci si aspetta che abbia qualche relazione con la personalità dello scrivente. Nessuno studio scientifico però ne ha ancora dimostrato l'affidabilità, mentre sono numerosi gli studi che la mettono in dubbio. Allo stesso modo tuttavia in Francia essa viene utilizzata come metodica standard nella selezione del personale, mentre in Italia esiste un diploma universitario in consulenza grafologica, e nel dicembre del 2002 la LUMSA di Roma ha laureato i primi studenti in consulenza grafologica del corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche dell'università. Tutti gli studi scientifici portano a concludere che la grafologia in generale non sia uno strumento valido nel descrivere la personalità: non si sono evidenziate relazioni statisticamente significative tra analisi del tratto grafico e l' Eysenck Personality Questionnaire, né tra analisi grafologica e stima del tipo Myers Briggs, né tra risultati del test 16 PF di Cattell e l'analisi della scrittura condotta secondo diversi metodi, come la grafologia della Gestalt, la grafologia dello Psicogramma e la grafologia del tratto secondo il programma computerizzato Handwriting Analysis. Sono risultate casuali e del tutto prive di evidenza statistica le relazioni tra scrittura e personalità utilizzando il metodo grafometrico di Bunker e il test di Jackson JPI-R. Anche il tentativo di correlare in maniera rigorosa la scrittura e patologie come la depressione e l'emicrania ha dato esito negativo. Un esame della letteratura sulla validità della grafologia condotta da Greasley nel 2000 evidenzia che gli studi effettuati con rigore metodologico concludono che essa non è uno strumento diagnostico valido. Secondo Greasley i grafologi si basano sull'analogia, sul simbolismo e sulla metafora percettivaoltre all'estrazione di informazioni sullo scrivente contenute nel campione di scrittura e peggio ancora sul famigerato effetto Barnum. A fronte di ciò, e qui arriva la parte personale, lei mi chiede cosa ne penso del diffondere uno strumento non validato come stimolo per il benessere a livello pedagogico. Le rispondo che io intravedo pericolosi risvolti di induzione e manipolazione che, per carità, immagino siano indirizzati a “buone cose”, ma pur sempre di induzione si tratta. A questo punto ci sarebbe da chiedersi se lo scopo ultimo della pedagogia sia l’elicitazione del benessere o lo sviluppo del migliore livello di adattamento all’ambiente di vita o, ancora, il supporto allo sviluppo del pensiero critico e della libertà individuale. E credo che qui l’unica persona che possa rispondere, in scienza e coscienza, sia il singolo professionista. Quindi, traendo le somme di questa lunga introduzione: io personalmente è un metodo che non utilizzerei se non con finalità di educazione alla scrittura. Mi terrei ben distante da ogni suo uso in ambito di consulenza professionale e familiare, e ancor di più in ambito peritale e giudiziario. Il rischio di giocare a fare il piccolo Freud senza alcuna base scientifica è eccessivamente elevato, così come quello di manipolare, più o meno consciamente la persona. Circa il suo uso all’interno di un’equipe, magari multidisciplinare, mi domando quale beneficio possa apportare. Francamente parlando se intendiamo rilevare tratti di personalità da materiale proiettivo, perché stringi stringi di questo si tratta, è sufficiente domandare a qualsiasi psicologo. Sarà ben felice di snocciolare tutta una sequela di test all’uopo. E, anche in questo caso, sarei molto molto prudente nel loro uso. Insomma, citando J. Randi: bisogna avere sempre una mente aperta, ma non così aperta che il cervello caschi per terra. Cordialmente PPC Risorse Grafologia Morettiana Master Triennale Università di Urbino https://www.uniurb.it/corsi/1755588 Consulenza grafologica del corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche dell'università LUMSA di Roma https://www.lumsa.it/didattica/corsi-di-laurea/roma/triennale/scienze-tecniche-psicologiche Effetto Barnum https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=274581 Bibliografia

