
Sede legale: Zuri frazione di Ghilarza (OR ) - CAP 09074 - Via Tripoli 10
Psicologo dello Sviluppo e Dinamico Relazionale - Albo degli Psicologi della Sardegna n° 2552
Psicoterapeuta della Gestalt
Pedagogista - Professionista disciplinato ai sensi della legge 4/2013 e 205/2017
Tel. 345 0818417 | email: cavagnapierpaolo@gmail.com | pec: pierpaolo.cavagna.302@psypec.it
C.F.: CVGPPL78R23B988F | P.IVA: 01088190952

|
PSICOTERAPIA
Se parlarne non basta, è perché non è lì che si gioca il cambiamento
Molte persone arrivano in terapia con una sensazione chiara: capiscono già molto di sé, ma continuano a ritrovarsi negli stessi punti. Le stesse reazioni, le stesse difficoltà nelle relazioni, gli stessi blocchi.
Il problema, spesso, non è la mancanza di comprensione.
È che ciò che accade non viene mai davvero visto mentre succede.
La psicoterapia della Gestalt parte da qui.
Non si limita a lavorare su ciò che racconti, ma su come stai vivendo quello che racconti, mentre lo racconti. Nel modo in cui ti avvicini o ti trattieni, in ciò che eviti, nelle pause, nei cambi di tono, nel modo in cui entri in relazione anche dentro la seduta. È in questo livello, spesso invisibile, che si costruiscono molte delle difficoltà. Ed è lì che può avvenire un cambiamento reale.
A differenza di altri approcci che si concentrano principalmente sulle spiegazioni, sulle interpretazioni o sulla ricostruzione del passato, qui il punto non è capire di più. È rendere visibile ciò che stai già facendo, senza accorgertene. Perché finché qualcosa resta implicito, continua a ripetersi. Quando diventa visibile, può trasformarsi.
Il lavoro in seduta è diretto, concreto, a volte sorprendente.
Può significare fermarsi su una sensazione invece di oltrepassarla, restare dentro un’emozione mentre emerge invece di raccontarla dopo, dare forma a un conflitto interno invece di descriverlo, oppure osservare con attenzione cosa sta accadendo tra te e me proprio in quel momento.
In alcuni passaggi utilizziamo anche esperimenti terapeutici: non tecniche standard, ma situazioni costruite insieme che rendono evidente ciò che normalmente resta sullo sfondo.
In questo approccio il sintomo non è qualcosa da eliminare rapidamente. È un modo, spesso costruito nel tempo, con cui hai imparato a stare nelle situazioni. Se viene tolto senza essere compreso, tende a ripresentarsi. Se viene riconosciuto nel suo funzionamento, può modificarsi.
Questo tipo di lavoro diventa particolarmente significativo quando ci si accorge che “capire” non è più sufficiente. Quando alcune dinamiche continuano a ripetersi anche cambiando contesto, quando nelle relazioni sembra accadere sempre qualcosa di simile, oppure quando si avverte un blocco difficile da agganciare davvero.
A volte, semplicemente, emerge il bisogno di smettere di adattarsi automaticamente e iniziare a scegliere con maggiore consapevolezza.
Il cambiamento, in questo percorso, non riguarda il diventare qualcun altro. Riguarda il modo in cui entri in contatto con te stesso, con gli altri e con ciò che accade.
Ed è da lì che iniziano ad aprirsi possibilità diverse.
Se qualcosa di quello che hai letto ti riguarda, probabilmente è già un buon punto da cui partire.
Puoi contattarmi per un primo colloquio
In qualità di psicologo clinico, affianco al lavoro psicoterapeutico anche attività di psicodiagnosi e, quando necessario, l’utilizzo di strumenti specifici come l’EMDR e l’ipnosi ericksoniana. Non si tratta di interventi applicati in modo standardizzato, ma di possibilità integrate nel percorso, scelte in funzione della persona e del momento del lavoro terapeutico.
Per approfondimenti su questi ambiti è possibile consultare la sezione “Interventi e servizi”.
telefono - whatsapp (+39) 345 081 8417

Iscritto a: American Psychological Association
750 First St. NE, Washington, DC 20002-4242
Account Number: C2605840419
e APA e EMDR
Per approfondire…