Salve dottor Cavagna, sono Eleonora, una collega pedagogista. Sto pensando di intraprendere un percorso di consulenza pedagogica e mediazione familiare (a proposito di cui sto approfondendo con un master) e avrei un'informazione da chiederle. Nella fase di ricerca di uno studio adeguato nella mia città, mi è sorto il dubbio su quale debba essere la categoria catastale del locale. Un A10, un C1 o andrebbe bene anche un immobile accatastato ad uso abitativo? Spero di ricevere un suo feedback a tal proposito. Grazie per l'attenzione.

Buongiorno Eleonora Per risponderle con cognizione di causa dobbiamo fare riferimento alla tabella delle categorie catastali. Le mi cita come opzioni l’A/10, la quale corrisponde a Uffici e studi privati e la C/1, Negozi e botteghe. Partiamo quindi con dire che l’A/10 sarebbe l’ideale se intende affittare l’immobile ad uso esclusivo, mentre la C/1 non andrebbe bene per nulla vista la destinazione d’uso. Tuttavia lei esclude a priori molte altre categorie catastali ricadenti nel Gruppo A – immobili a destinazione ordinaria. Tra cui: Per ognuna di queste ultime classi è prevista anche la possibilità di uso in forma esclusiva o promiscua, come specificato dal comma 3 dell’art. 54 del TUIR (testo unico delle imposte sui redditi) dove troviamo chiarito il concetto di uso promiscuo, che indica quando un immobile viene utilizzato sia come propria abitazione personale sia per esercitare la propria attività professionale. Per cui, il ventaglio di opzioni aumenta notevolmente. Spero di esserle stato utile. Un caloroso saluto (ci sono 46 gradi!) PPC Risorse: Tabelle catastali TUIR art. 54 comma 3

